Un’idea, semplice e ambiziosa.

Creare le condizioni perché un giovane, una giovane, riparta verso la vita adulta con una nuova consapevolezza di sé e del mondo.
Separato dal contesto in cui è cresciuto, amici, famigliari e allontanato per tre mesi.
Il tempo necessario per camminare, in compagnia di un adulto, verso una meta lontana duemila chilometri.
Senza cellulare né musica, con una disponibilità economica quotidiana contenuta, zaino in spalla, all’estero.
Questo strumento, sperimentato con giovani dai 14 ai 18 anni da decenni in Belgio e in Francia dove viene finanziato dalle istituzioni di riferimento, ha riportato sulla “retta via”, o meglio, ha fatto scoprire che una via per ciascuno di loro c’è, centinaia di ragazzi e ragazze con trascorsi criminali o, “semplicemente”, con vite difficili.

Questa è l’idea che da un paio d’anni stiamo cercando di seminare anche in Italia.
In questo blog vi raccontiamo il nostro percorso e le prime marce di sperimentazione che stiamo realizzando.

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Un felice 2019 ricco di strade da percorrere

La strada mi arricchisce, continuamente. Lì avvengono gli incontri più significativi, l’incontro della vera sofferenza, l’incontro di chi però ha ancora tanta speranza e allora guarda, attende. Per la strada nascono le alternative, nasce il voler conquistare dei diritti.

Don Andrea Gallo

Invitati a Rimini

 

Due nostri soci sono stati contattati per intervenire al simposio  Minori autori di reato: percorsi di giustizia, riparazione e responsabilità , all’interno del convegno internazionale Prendiamoci cura di me. Servizi, scuole, famiglie per la tutela dei minori. che si è tenuto a Rimini  venerdì 9 novembre scorso.

Nella foto, Matteo Vercesi, che ha presentato l’esperienza di messa alla prova realizzata con un nostro cammino, e Laura Rebesco, che è intervenuta sulla sua esperienza all’interno dell’USSM.

E dopo il convegno…..

Al nostro primo  convegno eravamo più di duecento!

Abbiamo cercato di restituire al pubblico l’attività sperimentale fatta in questi due anni e riflettere, con l’aiuto di studiosi, sociologi, responsabili di servizi istituzionali, sul valore educativo dello strumento “lungo cammino” e sul suo possibile impiego nel panorama italiano.

Un ringraziamento di cuore a tutti i soci e volontari dell’associazione e ai tecnici dell’auditorium, che si sono prodigati per organizzare al meglio l’evento.

Un ringraziamento all’Università Ca’ Foscari e all’ordine degli assistenti sociali del Veneto che hanno reso possibile la riuscita del convegno,

Un ringraziamento ai relatori intervenuti e al moderatore, che con generosità hanno condiviso con noi le loro riflessioni.

Un ringraziamento a tutti i 220 partecipanti, quasi un terzo dei quali provenienti da fuori regione.

Grazie infine alla casa editrice Ediclico, presente al convegno e  attenta alla nostra attività.

E ora pensiamo al dopo: la pubblicazione degli atti del convegno e soprattutto continuare la ricerca di finanziamenti per organizzare altri cammini….

Ecco un po’ di foto sparse (a voi trovare la didascalia giusta!):

Alcuni volontari che preparano l’accoglienza,

Momenti della pausa caffè, curata dalla cooperativa sociale Qualità,

Il numeroso pubblico nell’Auditorium,

La nostra presidente, Isabella Zuliani, che introduce il convegno,

L’intervento del prof. Duccio Demetrio e quello di Bernard Ollivier,

La presentazione dell’attività svolta dall’associazione in questa prima fase sperimentale da parte di nostri tre soci e collaboratori: Laura Rebesco, Matteo Vercesi e Marco Catalano,

La relazione del prof. Luigi Gui, che sta portando avanti una ricerca valutativa sui cammini sperimentali che abbiamo fatto finora.