Presentazione di SEUIL – Roma – Campidoglio – 16 marzo 2017

Paul Dall’Acqua – direttore Seuil (intervento non rivisto dall’autore)

Seuil è stata creata nel 2003 dallo scrittore camminatore Bernard Ollivier sul modello di un’associazione belga, fiamminga, che esisteva già da 20 anni, che proponeva il cammino come strumento di riabilitazione per giovani sottoposti a misure penali.
Seuil.
Bernard Ollivier ha scelto questa nome perché voleva proporre, mettere nelle condizioni dei giovani di vedere e di oltrepassare una soglia della loro vita.
In Francia questo tipo di progetto si inscrive tra le molte proposte dette soggiorno di rottura. Esistono e vengono proposte e finanziati vari tipi di soggiorni di rottura: esperienze di vita su una nave, con un circo, con carattere umanitario in Africa…
Seuil accoglie normalmente ragazzi e ragazze dai 14 ai 18 anni, eccezionalmente si può arrivare fino ai 21 anni. I giovani possono essere sottoposti a misure penale, in questo caso Seuil è in relazione con il Ministero della Giustizia oppure, in ambito civile, nel caso di giovani a rischio, Seuil è in relazione con tutti i dipartimento francesi (per tua conoscenza: è una suddivisione amministrativa che in Italia non esiste, da noi ci sono comuni, province e regioni e i servizi sociali dei servizi territoriali nella maggior parte dei casi sono comunali, la suddivisione amministrativa più piccola..). Seuil è convalidato e abilitato ad operare da entrambi queste amministrazioni.
Il progetto di Seuil si appoggia su alcuni principi fondamentali : un giovane con un o una accompagnatore-accompagnatrice, in un rapporto uno a uno; la durata, 100 giorni per 1800 kilometri, senza cellulare, senza musica; all’estero, con il sostegno a distanza di una squadra educativa.
La proposta di Seuil è di permettere a un giovane di allontanarsi delle proprie abitudini, delle sue frequentazioni, del suo quartiere e anche della sua famiglia.
Sono gli educatori che seguono i ragazzi, a conoscenza del progetto Seuil, che decidono a quali giovani fare la proposta. E, dopo avermi incontrato, il giovane dovrà scrivere da solo, da sola, una lettera di motivazione. Non c’è altra selezione.
Per gli educatori, al centro di questa proposta deve esserci l’idea di proporre un’assistenza-affiancamento individuale dopo spesso aver già esperito diversi altri investimenti educativi che sembrano essere tutti falliti.
Chi sono questi giovani? Spesso hanno una scolarità interrotta, senza formazione, con problemi familiari e di comportamento. Queste difficoltà possono aver già condotto alcuni di loro in carcere.
Negli ultimi anni Seuil ha scelto di portare l’esperienza in Spagna, sui cammini di Santiago di Compostela, perché su questi cammini c’é tanta gente, da tutto il mondo, che esprime uno sguardo benevolo. Questa dimensione sociale é molto importante per dare fiducia al giovane. Un punto importante, la coppia, giovane /accompagnatore, deve preparare il modo di presentarsi a tutta questa gente.
La coppia ha un piano di marcia molto preciso e che deve essere rispettato.
Le tappe sono dai 15 ai 30 km.
Può esserci una tappa sfida di 50-60 km alla fine del percorso
Hanno un giorno di riposo ogni 10.
A disposizione quotidianamente 32 € (16 a testa) per dormire e mangiare.
3 € in più per il giovane, di mancetta.
Uno budget per le spese eccezionale (cultura, farmacia, igiene, francobolli…)
La famiglia, gli amici, gli educatori possono scrivere. Abbiamo scelto 8 – 10 città dove è previsto il fermo posta.
Il giovane può scrivere tutti giorni se vuole e a chiunque voglia. Può telefonare alla sua famiglia ogni 10 giorni e andare sul internet 3 volte la settimana per 20 minuti ogni volta.
Durante le tappe il giovane cammina da solo un’ora al giorno in silenzio. Impara la lentezza, a essere in movimento, ad annoiarsi. Tanti giovani scoprono di nuovo i piacere di leggere e scrivere. E di ascoltare l’altro.
Dopo le prime 3 settimane il giovane può avere uno spazio libero di 45’ – un’ora, ogni giorno. Farà anche delle tappe in autonomia, ritrovandosi alla sera all’ostello con suo accompagnatore.
Seuil dà al giovane una macchina fotografica e un diario per il suo giornale (un quaderno per tenere un proprio diario-giornale di bordo o un quaderno-diario per il giornale di Seuil?).
L’accompagnatore deve scrivere un rapporto ogni 10 giorni parlando della marcia, degli avvenimenti, degli incontri e del comportamento del giovane. Il piano di marcia e il rapporto sono mandati a tutti: famiglia, educatore e giudice.
Il giovane deve scrivere per un “blog” che va sul sito di Seuil.
L’accompagnatore ha un cellulare dato da Seuil per essere in contatto permanente con la squadra di Seuil, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
La squadra educativa di Seuil è composta ad oggi di due educatori, una psicologa e me.
Dopo aver preso la decisione della partenza di un giovane, i tempi importanti del progetto sono :
– l’accoglienza, il primo giorno, con la presenza della famiglia e dell’educatore dove sono distribuiti Il piano di marcia, il regolamento di Seuil, la carta dei diritti e doveri del giovane.
Gli obiettivi della marcia sono definiti e vengono presentati, in particolare il progetto per il ritorno. Questo progetto si delineerà durante la marcia, in collegamento con l’educatore. Per sviluppare questo progetto (sembra sia solo per formulare il progetto del dopo cammino), Seuil raggiungerà due o tre volte la squadra per camminare alcuni giorni con loro. Possono esserci anche altri co-camminatori che li accompagnano per una settimana (a seconda delle storie e delle relazioni personali).
In questo incontro il giovane firma il suo contratto e si fa un brindisi, analcolico.
– un soggiorno-tirocinio di cinque giorni in una casa per ferie dove vanno i due, il giovane e il suo accompagnatore.
– la marcia vera e propria.
– un soggiorno alla fine della marcia di 4 giorni, per tirare le fila, fare un bilancio, preparare l’album delle foto. Il programma post-cammino, scolare o professionale, è deciso.
– La festa di fine marcia
Chi sono gli accompagnatori? Sono donne o uomini dai 26 ai 60 anni, educatori o no, persone provenienti dalla società civile, possono essere ad esempio persone che svolgono lavori come autista, pompiere, musicista, falegname, agricoltori, operai…Il primo era istruttore di scuola guida.
Le coppie possono essere miste.
La marcia ha un effetto terapeutico, la marcia é una terapia.
Perchè c’è un rapporto uno a uno, senza musica e senza telefono. Lontani, in un paese straniero, per la lingua e per gli incontri con gli altri.
Quando il giovane va sul cammino entra come in una bolla, in un tempo dove può, se vuole, vivere in pace e pensare a sé stesso, riflettere sulla sua vita. Riceve dagli altri camminatori un apprezzamento che é gratificante e incoraggiante. Diventa, scopre di essere una bella persona agli occhi degli altri. Si può dire che dopo circa 3 settimane “la testa si apre”. Le emozioni arrivano, le angoscie…Tutte queste cose si mettono “in lavoro” con l’aiuto del accompagnatore e della squadra. Il giovane é obbligato ad (scopre di? Deve? deve ammettere di) avere fiducia nel suo accompagnatore, in alcuni adulti, con i quali scopre di essere in empatia.
Il giovane guadagna fiducia in sé stesso, autostima.
E’ fiero di mostrare alla sua famiglia, al suo educatore, al suo giudice che é stato capace di fare un atto positivo. E’ riuscito in questa sfida. La marcia di Seuil é una azione resiliente.
Tre anni fa è stata fatta una valutazione da un organizzazione indipendente sugli esiti del lavoro di Seuil. Il 73% dei giovani che avevano camminato durante l’anno 2013 erano riuscito nel loro inserimento sociale e professionale. Ripeteremo nel 2017, con la stessa organizzazione, la valutazione per i giovani che hanno fatto l’esperienza nel 2015 e 2016.