Il viaggio di Mxxx. Seconda parte. Sulla via di Santiago con Alberto

Tutti pensano che la fatica sia camminare, ma la fatica è stare con i propri pensieri

le tappe, il tempo, gli incontri…

Nelle prime tappe non ho fatto fatica. Dopo un po’ però lo zaino ha cominciato a darmi fastidio, aveva le stecche spostate e me ne sono accorto solo a metà cammino! Mi facevano male le spalle.

19 – 21 ottobre: Roncisvalle, Zubiri, Pamplona, Puente la Reina.

Il percorso si svolge sulla Via Francese, la più conosciuta e percorsa dei Cammini di Santiago. Il tempo è piuttosto buono, a parte una pioggia leggera dopo Pamplona, e la temperatura alta. Il peso degli zaini si fa sentire e si pensa di alleggerirli un po’ spedendo avanti l’abbigliamento invernale, che al momento non serve. Mxxx è sempre impaziente di arrivare, cerca di anticipare i tempi della tabella di marcia saltando le pause previste ogni due ore. Si cammina tra i boschi e poi in un contesto urbano. Dopo Pamplona, la strada è punteggiata da enormi pale eoliche e inizia una salita che arriva all’Alto del Perdón, un punto panoramico spettacolare, con la presenza di sculture in ferro sul tema del pellegrinaggio. Gli Albergue hanno una cucina a disposizione e Mxx si fa apprezzare da tutti per i suoi piatti.

Mi hanno sorpreso i paesaggi, gli incontri… come sono riuscito a relazionarmi. Non capivo niente e poi invece verso la fine mi serntivo quasi spagnolo. Mi ha sorpreso questa facilità.

22- 31 ottobre: Puente de Reina, Estella, Los Arcos, Logroño, Navarrete, Azofra, Grañón, Belorado, San Juan De Ortega, Burgos.

Dopo i primi giorni, si cammina più speditamente, senza eccessiva fatica. Il tempo è ottimo, i percorsi prevalentemente in piano e gli zaini, senza i capi invernali, più leggeri.

Mxxx fuma. Lungo il cammino ci sono distributori di sigarette, ma non sempre è facile trovare tabacco. Senza fumare, Mxxx appare in ansia.

C’è anche la brutta sorpresa di parassiti nei letti dell’ostello a Grañón (accidenti a non aver letto prima le recensioni su google!).

Lungo il Cammino si incontrano persone di tutte le nazionalità, anche coreani, e naturalmente italiani. Fra Estella e Los Arcos, in una giornata di caldo eccessivo per la stagione, Mxxx cammina per due ore assieme a un italiano discutendo di calcio: rievoca gol, partite e giocatori di ogni nazionalità. Quando c’è l’occasione (e sul Cammino Francese succede spesso) Mxxx cammina volentieri con le altre persone incontrate per strada, sembra spensierato e sta bene in compagnia. Va sempre veloce, rallenta il passo soltanto per osservare da vicino gli animali.

Non credevo che a camminare così tanto ci si divertisse così tanto!

1- 10 novembre 2017: Burgos, Hornillos del Camino, Castrojeriz, Frómista, Carrión del los Condes, Terradillos de los Templarios, Bercianos, Mansilla, León, Villar de Mazarife, Hospital de Órbigo.

Il clima prevalentemente mite e soleggiato, la strada ben segnata e la quasi assenza di dislivelli rende agevole il percorso. Usciti da Burgos, si aprono ampi spazi rurali, privi di abitazioni. La bellezza dei paesaggi lascia senza fiato.

A León li raggiunge il responsabile di marcia, Matteo Vercesi, che cammina con loro in questa tappa fino a Villar de Mazarife. Alberto inizia ad avere dolore al piede sinistro, che lo obbliga a rallentare il passo.

Mxxx socializza velocemente, si destreggia bene anche in inglese, e ha un buon senso dell’orientamento.

11- 20 novembre: Hospital de Órbigo, Astorga, Rabanal del Camino, El Acebo, Ponferrada, Villafranca del Bierzo, Vega de Valcarce, Hospital de la Condesa, Triacastela, Sarria.

Il tempo è bello, le temperature si fanno rigide al calar della sera. Il percorso comincia a salire e il paesaggio a mutare: dopo le pianure aride si vedono molti alberi e pascoli e si cammina ammirando il bel panorama.

All’inizio Mxxx sembra adeguarsi alla situazione nuova data dal Cammino e prudentemente “studia” l’accompagnatore, ma, dopo le prime settimane, riprende i comportamenti abituali di trasgressione e inizia a “mettere alla prova” l’accompagnatore. Se non trova la compagnia di altri camminatori, Mxxx impone un ritmo eccessivo di marcia: è impazienza, ma anche un modo per “sfidare” il suo accompagnatore.

Alberto ha male al piede sinistro e cammina con dolore: delle vesciche trascurate hanno fatto infezione e causato una tendinite.

In questo periodo si incontrano pochi camminatori e si sono persi di vista quelli che li avevano affiancati per lunghi tratti.

Tu non sai che soddisfazione si prova ad arrivare alla fine della tappa

21- 30 novembre:

Portomarín, Palas del Rei, Arzúa, Arca, Santiago de Compostela, Negreira, Santa Mariña, Cee

Mxxx e Alberto vengono raggiunti da Roberta, che marcia con loro fino a Santiago, facendo alcune riprese video. Alberto finalmente fa riposare il piede (si sposta con l’autobus da una tappa all’altra: il medico gli ha imposto riposo assoluto). Dopo quattro giorni di riposo e di farmaci, il piede di Alberto migliora.

La presenza di Roberta “rompe” un po’ il rapporto tra Alberto e Mxxx e porta una ventata di aria fresca. Dopo la meta di Santiago Roberta rientra in Italia e il cammino verso l’oceano riprende con una ritrovata armonia; le criticità sembrano, almeno per il momento, superate. I dislivelli sono importanti, gli scenari completamente nuovi. In alcuni tratti piove e fa freddo. La tappa da Santa Mariña a Cee è particolarmente impegnativa: non solo è lunga, ma la temperatura è rigida e il ghiaccio sull’asfalto rende il percorso a tratti scivoloso.

Si incrociano pochi camminatori e ci sono poche occasioni di socializzazione.

Non ho mai avuto l’intenzione di non continuare il cammino

1-10 dicembre: Cee, Lires (transito per Finisterre), Muxia, Santiago de Compostela, Outeiro, Bandeira, Laxe, Castrodonzón, Cea, Ourense.

L’orizzonte si apre e l’oceano fa da protagonista e accompagna i camminatori lungo il percorso. Dicembre inizia con belle giornate di sole, che fanno apprezzare ancora di più camminare lungo le spiagge.

Si cammina serenamente e, considerando le lunghe distanze, si decide di rinunciare al riposo di Finisterre e di raggiungere direttamente Muxia. A Santiago di Compostela Mxxx e Alberto sono raggiunti nuovamente da Matteo, il responsabile di marcia, per fare il punto e discutere delle criticità. Matteo riesce a parlare con loro solo per poco tempo e separatamente; comunque si riesce a concordare insieme un rinnovo del patto iniziale e una presa di responsabilità più condivisa.

Da Santiago il percorso imbocca il Cammino Sanabrese a ritroso e questo comporta serie difficoltà di orientamento, deviazioni e, di conseguenza, si percorrono più chilometri del previsto. Mxxx e Alberto sentono la stanchezza e il nervosismo aumenta per entrambi. Il rapporto tra loro aumenta di conflittualità. Nonostante questo, Mxxx riesce a tenere. Per lui, abituato alla fuga, questo rappresenta un’esperienza nuova, che gli permette di acquisire una nuova consapevolezza.

La via Sanabrese è molto meno battura rispetto a quella Francese e anche gli ostelli sono più spartani: spesso i locali non sono riscaldati, mancano le coperte e le stoviglie nelle cucine. Diventa difficile anche trovare sportelli bancomat.

11-20 dicembre: Ourense, Xunqueira de Ambía, Laza, Campobecerros, Gudiña, Lubián, Puebla de Sanabria, Mombuey, Olleros de Tera, Tábara.

Dopo le difficoltà incontrate nel tratto Santiago-Ourense, dovute alla perdita di orientamento e alle intemperie, si procede con più facilità, anche se le condizioni meteo permangano critiche e il territorio che si attraversa sia montuoso. Alberto e Mxxx procedono per inerzia, sono stanchi e frustrati dalla difficoltà del cammino e anche il loro rapporto peggiora. Li raggiunge Fabrizio, come comarciatore per una settimana, che allieva il senso di solitudine dato dall’assenza di altri pellegrini. I paesaggi sono più disabitati e la pioggia non aiuta. Mxxx non sta bene, ha un forte mal di testa.

Per fortuna alcuni albergue sanno offrire, oltre a un tetto e un letto, anche un’accoglienza calorosa e familiare, come a Tábara, dove l’hospitalero ha preparato per loro cena e colazione.

Sono io che devo chiederti scusa per come mi sono comportato

21-26 dicembre: Granja de Moruela, Zamora, Madrid, Milano, Venezia Mestre

Da Granja de Moruela si imbocca la la Via de la Plata, sempre in senso contrario, che porta fino a Siviglia. Dalla partenza di Fabrizio, il rapporto tra Mxxx e Alberto riprende ad essere difficile. Mxxx continua con le sue trasgressioni, Alberto è messo fortemente in crisi. Dopo l’ennesima provocazione, Alberto decide che il cammino va interrotto e si rientra subito in Italia. È la vigilia di Natale.

L’aereo arriva a sera tarda a Milano. Isabella va a prenderli all’aeroporto. È un momento emotivo molto forte per tutti. Mxxx sembra rassegnato, ma si rende perfettamente conto che il rientro anticipato è stato una conseguenza delle sue azioni. È il momento della separazione, ma anche degli abbracci e delle scuse.

La scelta di interrompere è stata fondamentale, questa interruzione “ricentra” il ragazzo…..

Per ascoltare l’intervista ad Alberto https://www.facebook.com/bernardino.mason/videos/2108413582769562/?t=0

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