Camminare è poesia in prosa

Riportiamo qui di seguito un alto dei testi che ci sono giunti per il concorso “in punta di penna”. L’autore è Enrico Calzà, che ingraziamo.

Certo che camminare cambia!
Cambia davvero se parti da zero…
Cambia il mondo, cambia nel profondo.
Cambia per sempre, dacci un occhio a settembre.
Cambia camminare, ad ogni passo, se ti fermi a pensare.
Cambia prospettiva, anche la più radicata e sopratutto quella.
Cambia molto presto perchè d’un tratto cambi tu assieme al resto.
Cambia perchè non può fare diversamente, cambia immensamente.
Cambia tutto a camminare, cambia come appoggi il piede e pure l’occhio che ti vede.
Cambia dentro e cambia fuori, cambia il modo in cui nascono, vivono, muoiono i colori.
Cambia perchè qualcosa rimane sepolto mentre ci si accorge di altro, pronto ad esser colto.
Cambia ciò che signifca cambiare: la biancheria può esser tutto, quando la si è usata di brutto.
Cambia tutto e importa assai meno ciò sia bello oppure brutto: cambia chiunque, santo o farabutto.
Cambia, stanca e riposa, da senso alla panca e sostanza alla posa.
Camminare cambia insegnando a chi teme e a chi osa.
Camminare è poesia in prosa.

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