Il tempo del meraviglioso

Concludiamo la presentazione dei testi brevi selezionati per il concorso “in punta di penna” con il testo di Maria Corno, che ringraziamo.

Un lungo cammino è fatto di un passo dopo l’altro, un giorno dopo l’altro, in una dimensione del tempo che più sequenziale, apparentemente, non si può. Tuttavia, se ripenso ai miei cammini non riesco a ricordarne la sequenza, ciò che è avvenuto prima e ciò che è avvenuto dopo: devo consultare i miei diari di viaggio per ricostruirla. Ciò che a me resta è una miriade di istanti, fotografati nello sguardo e incisi senza ordine apparente nella memoria.
A una velocità di quattro, cinque chilometri all’ora, un po’ meno in salita, un po’ più in discesa, che è la velocità media di chi cammina, il tempo si dilata. E abbonda! C’è tanto tempo, sul cammino: un tempo per ogni cosa.
E il tempo, a poco a poco, cambia struttura e consistenza. Si raggruma in momenti. Non è più una linea continua con una direzione ma si spezza in punti discreti, che non ha alcun senso ordinare in successione. È il tempo delle “epifanie”: delle apparizioni improvvise, degli accadimenti fuori programma.
Del meraviglioso.

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