Da Pesaro a Santa Maria di Leuca in bicicletta. Parte Prima

Qualche settimana fa i nostri soci Fabrizio Preo e Francesco Barletta hanno verificato in bicicletta la parte finale del percorso di tre mesi, che abbiamo costruito per i cammini previsti dal progetto finanziato dalla Regione Veneto. Qui il racconto scritto per noi da Fabrizio.

“Questa è la casa natale di Nicola Sacco, l’emigrante Italiano che con Bartolomeo Vanzetti fu mandato sulla sedia elettrica nel 1927 a Boston in America. Condannati, innocenti, per pregiudizio anti immigrazione. Riabilitati 50 anni dopo…” Il Vicesindaco di Torremaggiore, comune di 17.000 anime nel Foggiano, ci indica la targa apposta dal Comune sopra la porta della casa. Il tono della voce palesa un misto di orgoglio ed amarezza. “Erano tempi duri per la nostra terra… in tanti sono partiti in cerca di fortuna ma non tutti furono fortunati..”, conclude. Dopo una lunga pausa di silenzio, quasi a voler allontanare quel triste episodio, ci indica il castello dei principi di Sangro del dodicesimo secolo, troneggiante nel punto più alto del paese e continuiamo il nostro giro cittadino.

Ma come siamo arrivati ad avere il Vicesindaco di Torremaggiore come guida?

E’ martedì 20 Aprile, io e Francesco partiamo da Pesaro. Dal porto, che a causa forse del Covid, sonnecchia silenzioso lambito dalle onde del mare. Direzione: Santa Maria di Leuca. In bicicletta!

Lui, in sella ad una costosa due ruote professionale, con quasi la metà dei miei anni, io, più temerariamente su una city bike da un terzo del costo della sua. Il meteo segna nuvoloso, quasi pioggia, ma ci grazierà via francigena del sudper due giorni.

E dunque via, contromano, su un brevissimo tratto di marciapiede. Tempo sufficiente per prenderci una serie di improperi indicibili, da un attempato signore con due cani al guinzaglio.

Itinerario: costiera fino alla Puglia, poi deviazione sul Gargano, quindi incrocio della via “Francigena del sud” fino alla punta estrema della Puglia dove il mar Adriatico si congiunge allo Ionio.

Il nostro compito è mappare la Puglia scegliendo il percorso e cercando accoglienze per il “Cammino a piedi” che Francesco ha in programma di fare, accompagnando un minorenne per tre mesi da Padova a Santa Maria di Leuca.

Fano è raggiunta velocemente lungo una bella pista ciclabile costeggiante il mare. Ma la nostra tappa prevede Porto Recanati come luogo dove pernottare. Circa 105 km. Non impossibili anche per un vecchietto come me, ma c’è da superare Ancona. Le strade statali neanche ad immaginarle. Troppo pericolose. Siamo dunque costretti ad affrontare le salite e le discese del Conero che però ricompensano la nostra fatica con la bellezza di paesaggi fantastici. Siamo a circa 400 metri di altezza, alla nostra sinistra sotto la strada uno scosceso pendio disvela un mare Adriatico di un intenso azzurro che si tramuta in verde smeraldo vicino alla riva. E’ una vista mozzafiato. Che di fiato ne ho già poco!

Francesco va spedito anche nelle salite più ripide. Io, con un bagno di umiltà, sono costretto a farmele a piedi. La cosa però mi torna utile perché mi consente di osservare oltre agli splendidi panorami, anche la varietà della flora che ingentilisce il ciglio della strada e oltre verso la campagna. Fiordalisi, papaveri, achillea millefoglie, ranuncoli e perfino una macchia di elleborina bianca, un tipo di orchidea selvatica.

Nel tardo pomeriggio superato Sirolo e Numana, chiamate a ragione perle dell’Adriatico, eccomi a Porto Recanati. Il mio compagno di viaggio nel frattempo, ha già prenotato da un’affittacamere per la notte.

L’indomani ci alziamo con calma e ci rimettiamo in sella per una pedalata di 110 km. Civitanova Marche, Porto San Giorgio, S. Benedetto del Tronto, Giulianova e siamo in Abruzzo. La provvidenza che si esprime attraverso l’incommensurabile capacità relazionale di Francesco, ci fa accogliere da Don Guido, Parroco della parrocchia di Sant’Agnese, comune di Pineto in provincia di Teramo.

Una bella figura di prete che senza neanche tanto approfondire le ragioni della nostra richiesta, ci spalanca le porte della sua chiesa. Lo spazio è ristretto, ma senza batter ciglio, ci fa parcheggiare le nostre biciclette addirittura in sacrestia. Per dormire ci mette a disposizione una stanza usata per il catechismo. Dormiremo per terra, da autentici pellegrini, ammorbidendo il suolo con un comodo, quanto costoso, materassino gonfiabile messoci a disposizione dalla nostra associazione “Lunghi cammini”. Il Don ci porta subito una birra per dissetarci dalla lunga pedalata e una bottiglia d’acqua per la notte. La mattina, nel salutarci, non accetterà nessuna offerta donandoci così la più totale, cristiana, ospitalità.

E siamo a giovedì 22 Aprile. Questa volta il meteo annuncia pioggia e pioggia avremo da Ortona a Vasto. Non bastasse la pioggia, abbiamo sempre, e sarà fino alla fine del viaggio, un fastidioso, sferzante, vento australe, detto anche di mezzogiorno, contrario. Sulla ruota posteriore delle nostre bici abbiamo due capienti borse per il nostro necessario da viaggio, che sprigionano un forte attrito, rallentando e affaticando la nostra corsa.

Il percorso si dispiega lungo la costa su tratti di pista ciclabile che rasenta la battigia. Si tratta di un progetto europeo che prevede percorsi ciclabili tra gli stati. Anche la costiera Adriatica si sta attrezzando per collegare il sud Italia al Baltico.

Attraversiamo Pescara solcando il porto su una pista ciclabile sospesa sostenuta da numerosi stralli a raggiera e ancorati a dei piloni in metallo. Fa un bell’effetto vedere la città dall’alto, soddisfazione che non posso togliermi perché , soffrendo di vertigini, attraverso il ponte spingendo a mano la bicicletta e puntando lo sguardo sul pavimento. Poi ancora pista lungo la riviera deviando di tanto in tanto sulla strada provinciale per riprenderla a tratti. Cominciano anche le salite che riesco superare con un po’ di sforzo. E’ una bella sfida. Contro il dislivello, contro il vento e ora anche contro la pioggia, leggera ma insidiosa.

L’obiettivo della giornata è Vasto. Tappa da 105 km.

A Ortona ci dividiamo. Francesco scende al porto per riprendere la pista costeggiante il mare e superando numerose gallerie della vecchia ferrovia. Io per non perdere il vantaggio di essere a due trecento metri di altezza, continuo sulla statale che mi immette subito su una galleria, per fortuna lunga solo quattrocento metri. Poi una dolce discesa mi porta avanti sul percorso fino a raggiungere la pista sulla quale era già passato Francesco. Verso le 18,30, dopo un’altra faticosa salita, arrivo nella bella cittadina di Vasto e lo raggiungo al Bed and Breakfast prenotato con la solita contrattazione che solo lui sa fare: 45 euro per due con colazione.

Il giorno dopo, superato anche il Molise, eccoci dunque a Torremaggiore accolti in municipio come eroi.Cosa era successo? E’ sempre Francesco il catalizzatore degli eventi.

da sinistra: Francesco Barletta, il vicesindaco di Torremaggiore e Fabrizio Preo nella sala consigliare

Attraverso conoscenze di famiglia il Vicesindaco della cittadina viene informato del nostro passaggio ed, entusiasta della nostra storia, decide di riservarci un’accoglienza trionfale. In quattro e quattr’otto organizza una seduta di giunta con i dirigenti scout del paese, in una sala di rappresentanza comunale pavesata di gonfaloni e ritratti di uomini illustri, per darci il benvenuto e invitarci a presentare la nostra associazione. Come in un gioco di squadra, Francesco introduce gli aspetti tecnici della nostra missione, mentre io, facendo leva su tutta l’ars oratoria di cui dispongo, presento l’associazione, le finalità, le azioni e le speranze che riponiamo nell’impegno ad accompagnare giovani in difficoltà attraverso un’esperienza di lungo cammino. Non manco di raccontare episodi toccanti che ho vissuto con i ragazzi che ho accompagnato ottenendo tra gli auditori palesi cenni di emozionata approvazione.

Finita la cerimonia, nonostante avessimo già una disponibilità di accoglienza pellegrinamente più spartana da parte di un capo scout, ci accompagnano in un elegante B/B dove pernotteremo gratis e ci faranno servire dalla locale Conad una succulenta cena a base di lasagne ai funghi, pollo al forno con purea di fave pugliesi. Non bastasse tutto questo, alle 20,00 il Vicesindaco ci dà appuntamento davanti al municipio per accompagnarci in un giro turistico per il bel borgo iniziando dalla casa natale di Ferdinando Nicola Sacco.

Passiamo la notte dormendo divinamente per intraprendere all’alba la tappa che mi dicono, più dura di tutto il percorso: San Giovanni Rotondo, luogo di Padre Pio e Monte Sant’Angelo sul Gargano.

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