Lungo la Via delle Terre Mutate

Superata Assisi, la via è ora meno battuta, difficile incontrare camminatori, siamo nelle terre toccate dal terremoto, lo capisci subito dai container che cominciano a sostituire le bellezze architettoniche lungo la strada. Forse è anche per questo che M. e Francesco hanno cominciato a fare l’inventario dei luoghi più belli incrociati finora.

A Fiastra hanno iniziato il Cammino delle Terre Mutate. Tappa successiva a Ussita e venerdì sono arrivati a Campi, l’epicentro del terremoto del 2016, dove per la terza volta hanno dormito in tenda, soluzione che M. trova comoda e tutto sommato piacevole. Questa volta sono riusciti a fare la doccia, perché accampati accanto a una bellissima ex stazione di posta, ora agriturismo “Fonte antica”. Questo edificio non è stato danneggiato dal terremoto perché era stato ristrutturato seguendo tutti i criteri opportuni in un’area sismica, come era stato fatto anche per la sede della Proloco di Campi, costruita poco prima del terremoto, con una struttura portante di legno fatta con criteri antisismici. La Proloco, che ha un’ampia metratura, è stata utilizzata per un anno dagli abitanti rimasti e dalla protezione civile.

Il concerto dal vivo di Omar Conti, il “Pianista sul Maggiolone”

In questa località M. ha assistito al suo primo concerto dal vivo. Era una promessa che Francesco le aveva fatto ed è stato un concerto davvero particolare!

E a Campi c’è stato un altro incontro a dir poco singolare: accanto alle tende di Francesco e M. si è accampata una giovane trentina, Sara, che cammina da sola e che nell’autunno del 2018 aveva partecipato al convegno organizzato dalla nostra associazione! Insieme a lei hanno fatto tappa verso Norcia.

In questi giorni, ad aumentare la fatica del camminare con lo zaino in spalla, si è aggiunto il caldo. La mattina cercano di partire prestissimo, in modo da evitare le ore più calde, ma non escludono di partire addirittura col buio, se la situazione si fa più pesante. Si sono anche attrezzati con integratori minerali per sopportare meglio la fatica del continuo saliscendi. M. ha scoperto di avere una vera propensione per le salite, che affronta con una certa facilità, staccando Francesco. Anche in questo sembra essere diventata più sicura e autonoma.

Forse a breve avranno l’occasione di condividere la strada con un gruppo di camminatori guidati da Daniele Moschini, della Compagnia dei Cammini, che partono da Norcia per arrivare a L’Aquila. Una bella coincidenza, visto che in queste strade si incrociano ben pochi viandanti. E bello che sia proprio la Compagnia dei Cammini a fare (forse) un pezzo di strada con noi, loro che da sempre ci sostengono e che ci hanno messo a disposizione competenze e consigli per costruire i nostri percorsi.

Per ora il rapporto tra M. e Francesco tiene, ma stiamo tutti aspettando i segni di una crisi, che deve manifestarsi per permettere un passo successivo. Il cammino incide nel profondo, mette in discussione, costringe a ripensare. Succederà non solo a M., ma anche a Francesco, che l’accompagna. Per questo sono frequentemente in contatto con l’équipe educativa che li segue a distanza e con il responsabile di cammino. Il loro compito è fornire supporto tecnico, ma anche e soprattutto psicologico, aiutarli a superare le difficoltà, a far emergere i problemi e gestire la relazione in modo efficace.

La strada continua.

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